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Veronesi:

“Tutta l'Europa ci invidia il nostro Pediatra”

Il Presidente

Nazionale FIMP

L'ospedale del futuro

Un progetto razionale che tenga conto di tutti gli aspetti senza penalizzare nulla è economico già nell' impostazione, che separa le degenze postoperatorie e per malati acuti da quelle di convalescenza. Il paziente viene sempre seguito con competenza fino al momento finale della dimissione; si trova in una struttura confortevole ma è seguito dagli stessi medici che lo hanno curato nella fase acuta ed è dislocato nell' ospedale stesso: se ci fosse un aggravamento imprevisto non si perderebbe un secondo. L'umanizzazione degli ospedali comincia dal progetto di Piano ma per essere veramente realizzata richiede il contributo e l'impegno di tutti: dei pazienti, dei medici e degli infermieri. Non basta cambiare le strutture se non cambiano le mentalità. Ed è proprio la «mentalità di gestione» dell' ospedale che andrebbe rivista, a cominciare dagli strumenti legislativi che regolano queste amministrazioni così «particolari». Il modello dovrebbe essere un mix tra pubblico e privato accreditato, prendendo il meglio da entrambi. Occorre efficienza, creatività, flessibilità per raggiungere il massimo dei risultati (e questi sono princìpi cardine del privato), ma ancora di più occorre l'etica e i princìpi ispiratori del pubblico: non si possono avere altri incarichi esterni, il paziente viene prima di tutto.

Gli ospedali privati accreditati dovrebbero per statuto essere non profit e reinvestire tutti gli utili nel continuo miglioramento dell'ospedale, nell'incentivazione della ricerca, nell'umanizzazione. E forse anche gli ospedali pubblici dovrebbero passare a una gestione di diritto privato con la creazione di fondazioni pubbliche-private che garantiscano la tutela del- l'interesse collettivo. Il malato deve essere al centro dell'organizzazione e mai viceversa. È l'ospedale che deve adeguarsi al malato, non il malato all'ospedale.

 

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